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Nella maggior parte dei Gasteropodi la radula consiste in un numero variabile di piastre chitinose, di varia forma e misura, poste nella parte anteriore della faringe, subito dietro la proboscide, con le quali il cibo viene letteralmente raschiato.

Nel genere Conus, unitamente ai generi Terebra e Turris, si è evoluta una forma particolare di radula, ridotta ad un dente acuminato e scanalato atto ad arpionare la preda e ad iniettare in essa un potente veleno. Nei Toxoglossi primitivi i denti della radula sono posti su più file e possono essere estroflessi per raspare il cibo. Salendo nella scala evolutiva i denti  divengono sempre più simili a lance e perdono la loro primitiva funzione. Sono allora contenuti in una sacca che non è in comunicazione diretta con la proboscide.

L'apparato della radula nel genere Conus consta di tre parti: il bulbo del veleno, il dotto velenifero e la sacca radulare.

Il bulbo non produce il veleno ma sembra abbia la funzione di spingerlo attraverso il dotto velenifero - dove viene elaborato - fino alla sacca in cui sono alloggiati i denti radulari. Il bulbo, che rappresenta la parte più cospicua del sistema, è reniforme con un apice più acuto da cui si diparte il dotto velenifero.

La sacca della radula varia in forma e dimensioni secondo le specie    ed è costituita   di due parti distinte: la sacca di riserva che sembra abbia la funzione di produrre nuovi denti e la sacca pronta che contiene solo pochi denti radulari ben conformati.

La sacca è attaccata all'esofago in prossimità della base della proboscide, dalla parte opposta dell'orifizio genitale.

All'interno della sacca di riserva possono trovarsi denti in diversi stadi di sviluppo, ciascuno connesso con la sacca medesima per mezzo di una sottile guaina.

Con modalità ancora non ben conosciute, i singoli denti pienamente conformati vengono trasferiti dalla sacca di riserva a quella pronta e da qui alla proboscide dove vi è sempre almeno un dente pronto all'uso; durante tale tragitto i denti vengono riempiti di veleno.

Il veleno è un liquido di colore giallo-biancastro, abbastanza viscoso con un pH basico (7,8-8,1). È relativamente immune sia alle basse sia alle alte temperature e rimane altamente tossico anche dopo trattamento termico. La chimica del veleno è ancora poco conosciuta e piuttosto complessa.

La conformazione dei denti della radula è in relazione alle abitudini alimentari dei coni - che, da questo punto di vista,  possono distinguersi in piscivori, molluscivori e vermivori - e varia notevolmente, in forma e dimensioni, da specie a specie.   Possono essere molto piccoli in taluni coni vermivori o molto lunghi, fino a 20 mm, nei  coni piscivori di grossa taglia. Il numero può variare da una decina a più di cinquanta.

I denti dei coni piscivori sono provvisti di uncini nella parte terminale e hanno una lunga asta liscia senza cuspidi alla base.

I denti dei coni molluscivori sono caratterizzati dalla presenza di numerosi dentelli e da una robusta cuspide in prossimità della base.

I denti dei coni vermivori sono relativamente corti con piccoli uncini e forti dentelli; nella parte centrale dell'asta possono essere presenti rilievi allungati.
La caratteristica più evidente è, però,  una forte cuspide posta alla base e proiettata in avanti. È stato ipotizzato che tale conformazione serva a trattenere il dente all'interno della proboscide dopo che la preda è stata arpionata. In tal modo il cono riuscirebbe ad estrarre il verme dalla sua tana con maggior facilità.

Le conchiglie dei coni vermivori presentano bocche piuttosto strette. Anche le conchiglie dei coni molluscivori hanno bocche strette e  sono caratterizzate dalla presenza di caratteristici motivi a tenda. I coni piscivori hanno invece conchiglie con bocche molto ampie.
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